Ermanno Orlando, Governo delle acque e navigazione interna. Il Veneto nel basso medioevo, Reti Medievali Rivista, 12 (2), Settembre 2011, pp. 251-293 | researchgate.net/publication/277866164_Governo_delle_acque_e_navigazione_interna_Il_Veneto_nel_basso_medioevo | Leggi PDF
Oggetto del saggio sono i fiumi e i corsi d’acqua del Veneto bassomedievale nella loro accezione di vie di comunicazione e trasporto, ossia quali risorse imprescindibili del sistema viario locale e sovra-locale e quali elementi di coordinazione della viabilità del tempo. Sono in particolare materia di analisi le politiche dei maggiori comuni veneti in tema di governo e tutela delle acque fluviali e di disciplina della navigazione. Le fonti utilizzate sono principalmente fonti normative, in particolare l’abbondante produzione statutaria dei comuni veneti, e pattizie, ossia la serie di accordi e privilegi internazionali stabiliti tra i comuni in tema di traffici, viabilità e trasporti.
Il risultato è frutto di una ricerca sulla mobilità, le correnti di traffico e le vie di comunicazione nel Veneto basso-medievale, che ha già prodotto il "quaderno" dal titolo "Strade, traffici, viabilità in area veneta. Viaggio negli statuti comunali", a cura di E. Orlando, Presentazione di G. Ortalli, Roma 2010 (Quaderni del Corpus statutario delle Venezie, 5), con uno studio introduttivo sulla viabilità terrestre dal titolo "Statuti e politica stradale. Una fonte per la conoscenza della viabilità veneta".
Pur fondando su parti comuni, funzionali a entrambi i discorsi, e su una struttura per molti versi simile – in particolare si segnalano dipendenze e parentele tra i paragrafi 1/3, 6 e 7 del presente saggio e i paragrafi 7, 8-9 e 11 dell’introduzione al quaderno –, diversa è la trama dei due lavori, in un caso incentrata sui traffici e la viabilità su strada, nell’altro tutta giocata sulle vie d’acqua e la mobilità fluviale.


Strade, traffici, viabilità in area veneta. Viaggio negli statuti comunali, a cura di Ermanno Orlando, Quaderni del Corpus Statutario Delle Venezie, Viella, Roma, 2010 | Reperibilità: viella.it/libro/9788883344961
Il volume raccoglie, in agili schede, le disposizioni emanate dai comuni veneti in materia di strade e viabilità, tratte dagli statuti comunali e rurali di età medievale (secoli XII-XV). La fonte statutaria, infatti, rimane uno strumento primario di valutazione della mobilità in area veneta, sia al suo interno che nelle proiezioni verso l’esterno; non solo perché organicamente diffusa, vista la ricca fioritura di statuti delle città comunali, ma anche per la sua duttilità ed eloquenza, essendo le scritture legislative così pregne di territorio e quotidianità da potervi facilmente scorgere le strade, i fiumi, le merci in viaggio e gli uomini in cammino. Alle schede è premesso un lungo saggio introduttivo nel quale si fa il punto sull’intero sistema territoriale veneto in tema di collegamenti e mobilità, individuando i flussi e i collegamenti che nei lunghi anni degli statuti crebbero e si consolidarono tanto da divenire la base vincolante per gli assetti dei tempi a venire.

Claudio Azzara, Vie e linee di traffico nel Veneto tra antichità e alto medioevo
Relazione inedita, tenuta il 20 maggio 1998 nell'ambito del seminario “Vie e mezzi di comunicazione”; Venezia, Fondazione Giorgio Cini, 18-20 maggio 1998 – Distribuito in formato digitale da “Reti Medievali”] | https://www.academia.edu/108076956/Vie_e_linee_di_traffico_nella_Venetia_tra_antichit%C3%A0_e_alto_medioevo
... Ultimo aggiornamento 27/12/2025 ...
Questo libro si occupa di un insieme di aste navigabili comunemente conosciuto come Litoranea veneta: un lungo sistema di canali antropici e tratti di corsi fluviali che permette la navigazione interna lungo la costa alto adriatica, collegando la laguna di Venezia con quelle di Marano e Grado, per uscire in mare dalla foce dell’Isonzo a Punta Sdobba. Campo di osservazione della ricerca, tuttavia, non è soltanto «un percorso navigabile, ma piuttosto un più ampio territorio che lungo quel tracciato si è costruito, talvolta in stretta relazione con esso, altre volte – più recentemente – senza prestarvi particolare riguardo». Ma soprattutto, «oggetto di interesse è il paesaggio: quello che percepisce chi oggi percorre i lunghi rettilinei che tagliano le vaste campagne di bonifica o solca le tortuose acque di suggestivi meandri fluviali. Un paesaggio variegato e a tratti incoerente, che entro distanze piuttosto ridotte giustappone insediamenti urbani iperdensi – almeno d’estate – a estese superfici agricole, piccoli borghi» (anteferma.it/prodotto/sentieri-dacqua-vodne-poti/).


Antonella Indrigo, Andrea Iorio, Sentieri d’acqua. La Litoranea veneta: da infrastruttura nella Grande guerra a sentiero di pace, Anteferma Edizioni, Conegliano (TV), 2024 | anteferma.it/.../antefermaopenbooks/catalog/book/SAQ_IOR_o | Leggi PDF
Il volume è il risultato del progetto “Acque antiche. Il percorso della Litoranea Veneta”, realizzato dalla Provincia di Venezia in partenariato con il Comune di Capodistria e la Biblioteca Centrale di Capodistria e con la collaborazione del GAL Venezia Orientale, dei Comuni di San Michele al Tagliamento, Caorle, Eraclea, Jesolo, Cavallino–Treporti e delle Province di Gorizia e di Udine, nell’ambito del Programma di Iniziativa comunitaria Interreg IIIA Phare CBC Italia-Slovenia (2000-2006).
Ne emerge il patrimonio storico e culturale che corre lungo la Via d’acqua costituita dall’arco costiero dell’Alto Adriatico immediatamente a ridosso del mare, che inizia dal Po e sfocia nel Golfo di Trieste a Punta Sdobba, dando luogo ad un percorso fatto di canali, fiumi e lagune, e permette di arrivare fino alle coste slovene e croate dell’Istria.
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